27 maio, 2007

||| Lontano da Manaus.









No Liberazione, Marco Peretti: «A maggior ragione il rischio ideologico aumenta quando i personaggi continuano a “vivere” anche dopo che il lettore ha consumato le pagine. Il tempo di creare una nuova storia e loro ritornano. Sono commissari, ispettori, patologi che spesso, diventati ormai familiari, prendono forma anche sugli schermi televisivi o cinematografici. Il circolo si completa, è la conferma che piacere e masse vanno di pari passo e dall’altro lato rimane solitaria e altezzosa l’alta letteratura.»
No L'Unitá, Giancarlo de Cataldo: «Amore, passione e catástrofe di povere creature. Lontano da Manaus è l’altrove del noir, l’orizzonte possibile del genere (dei generi?), il racconto che dimostra quanto sia più importante ciò che manca di ciò che consta, ciò che non c’è (e forse mai ci sarà) di ciò che abbiamo a portata di mano. Tutto il resto. L’altrove, appunto. Un «altrove» sul piano del plot che fa da contraltare all’altrove geografico di una storia che sidipana fra la piovosa Porto, l’abbacinante Luanda dell’ultima guerra portoghese e Manaus, avamposto sperduto di un Brasile spaccato a metà fra le seduzioni dell’Occidente e l’indomabile anima amazzonica. Il talento visionário di Viegas, capace di pagine memorabili e performance poetiche che lasciano a bocca aperta, fa venire in mente un Wenders d’annata. E, alla fine, non t’importa più chiederti che razza di libro tu abbia letto. Èunbel libro, e con un sottofondo di fado o di morna e un buon sigaro cubano si apprezza ancora di più.»

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[FJV]

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